Cultura e cooperazione 

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Cultura e cooperazione – Mercoledì 8 maggio 2013

13-05-08 Clochard2light

 

Radici Solidali vi invita Mercoledì 8 MAGGIO 2013 a CULTURA E COOPERAZIONE

Aperitivo solidale a sostegno dei progetti dell’associazione
Ore 19.00
APERICENA

Ore 20.00
PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “LE NOTE DEL DESERTO”

Ore 21.00
MUSICA LIVE
Bruno Lebowsky (blues/rock)
Hurriya wa Salam (notes from the desert)

Vi aspettiamo!!

 

L’Unione degli Studenti Saharawi a Roma

Martedì 6 Marzo alla sede della CGIL a Roma si è svolto un importante incontro con Ahmed Lehbib Abdi, segretario dell’Unione degli Studenti Saharawi (UESARIO)

Ahmed sta realizzando un viaggio in Italia, Francia e Belgio per raccontare e cercare di uscire da un isolamento mediatico e creare una rete più forte a sostegno del popolo e dei giovani Saharawi.

Ahmed Lehbib Abdi :

Grazie a tutti voi per essere qui oggi, sono molto contento di questo perchè mi rendo conto che non siamo soli a resistere a questa situazione così difficile in cui si trova oggi tutto il popolo Saharawi.

In particolare sono qui come segretario dell’Unione degli Studenti Saharawi e voglio dirvi che sono proprio i giovani Saharawi oggi a subire per primi le conseguenze dell’occupazione marocchina.

Ciò che mi preoccupa di più in questo ultimo periodo è vedere e sentire molti giovani dei campi profughi che stanno perdendo la speranza e la fiducia in una soluzione definitiva pacifica, ma d’altronde dopo oltre 23 anni di attesa senza risultati concreti è difficile avere ancora la pazienza di attendere.

Il problema primario per noi ora è l’istruzione: le enormi carenze e la mancanza di una prospettiva futura all’interno dei campi profughi portano molti giovani Saharawi oggi a partire per poter studiare e vivere in altri paesi, come per esempio a Cuba o in Spagna.

Questo si trasforma però in un’arma a doppio taglio in quanto, se per esempio pensiamo ai giovani Saharawi che si trasferiscono per un lungo periodo a Cuba per motivi di studio, questi quando torneranno nei campi avranno non solo una diversa dimensione culturale e psicologica rispetto alle persone che sono rimaste nel deserto, ma inoltre avranno una grandissima difficoltà a mettere in pratica ciò che hanno imparato frequentando l’università straniera.

Nei territori occupati invece la situazione è ancora più pesante e difficile, perchè sono proprio i giovani il primo bersaglio delle prepotenze degli occupanti marocchini.

Per esempio, non essendoci università nelle città occupate come Smara o Layoun, il governo marocchino cerca di convincere i giovani Saharawi ad andare a studiare nelle università del Marocco, ma questi poi sono “ghettizzati” e spesso non gli viene permesso di sostenere gli esami finali o di scegliere la specializzazione che preferiscono.

A loro è vietato scegliere specializzazioni come Giurisprudenza, Diritto, Scienze Politiche o Medicina e spesso vengono ingannati con false promesse per farli andare via dalle città occupate e togliere in questo modo forza alla resistenza Saharawi.

Il problema più grande per i giovani Saharawi oggi quindi è la possibilità di istruirsi e di accedere all’università. Soprattutto dopo la “Primavera Araba” molti studenti non hanno più potuto frequentare le università come è accaduto per esempio in Libia dove circa 300 studenti Saharawi si sono trovati costretti ad interrompere gli studi e a ritornare nei campi profughi dove non hanno avuto la possibilità di continuare a specializzarsi.

Per noi è molto importante avere gli strumenti didattici e poter pensare così al domani, abbiamo bisogno di specializzarci perchè un giorno, quando saremo in un Sahara Occidentale libero e indipendente, saranno i giovani di oggi a poter costruire il futuro del nostro stato.”

 

Con Rossella, Ainhoa ed Enric, al fianco del popolo saharawi

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre sono stati sequestrati nel campo profughi saharawi di Rabouni, Rossella Urru, membro del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP), Enric Gonyalons, membro dell’organizzazione basca Mundubat e Ainhoa Fernández de Rincón, membro dell’Asociación de Solidaridad con el Pueblo Saharaui de Extremadura.

Radici Solidali Onlus condanna fermamente il rapimento dei tre cooperanti ed esprime la propria solidarietà ai loro familiari e alle loro rispettive associazioni di appartenenza. Dal 1975 ad oggi, durante gli oltre trentacinque anni in cui il popolo saharawi ha vissuto diviso tra i territori occupati dal Marocco e i campi profughi in Algeria, non si era mai verificato un episodio simile.

Consideriamo il rapimento dei tre cooperanti un atto terroristico teso ad incrinare la credibilità della lotta di un popolo che utilizza mezzi non violenti per far ascoltare le proprie ragioni. Affermiamo la nostra volontà di voler continuare ad operare nei campi profughi e chiediamo al governo italiano di procedere rapidamente per agevolare la liberazione dei tre ostaggi e il raggiungimento di una soluzione definitiva della questione saharawi.

Oggi più che mai è necessario giungere ad un accordo che porti il popolo saharawi a poter vivere in un Sahara Occidentale libero ed indipendente.

Radici Solidali

Roma, 26 ottobre 2011

 

Seminario “Democrazia economia libertà in Africa”

Venerdì 7 luglio si terrà il seminario ”Democrazia economia libertà in Africa”, organizzato dal Movimento degli Africani, a cui parteciperà anche Radici Solidali ONLUS.

 

16/04/11 INsensINverso Via Vaiano 7 Roma (Magliana)